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SCALCIAMOCI 2016, prepariamoci!

Lunedì 22 febbraio 2016 di mattina si è tenuta presso la Ciclostazione di Melzo, la presentazione del
Torneo di Calcio Scalciamoci 2016.
L'evento è davvero molto atteso da parte dei frequentanti le diverse cooperative sociali per persone adulte con disabilità che abitano il tettorio limitrofo alla nostra Cassina de' Pecchi.
La presentazione è stata opera del nostro presidente Roberto Guzzi.

Il Germoglio ha partecipato con alcuni rappresentanti del CSE e dello SFA.
Per Eleonora e Geraldne, Scalciamoci è un modo per divertirsi con gli amici. Per Roberta è una felice occasione per sfidarsi a calcio. Per Marco è un modo per migliorarsi a calcio.
Il torneo inzierà a Cassina de'Pecchi il 29 marzo prossimo.
Marilena

 

 

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 UN LABORATORIO, NON IN LABORATORIO

Ci rendiamo conto, mentre iniziamo a scrivere questa premessa, della tentazione di supportare e giustificare con riferimenti teorici il lavoro svolto da M., cosa che può forse rendere complicato ciò che, a nostro avviso, è in realtà semplice.

Chi lo desidera può trovare una ricca bibliografia sulla narrazione autobiografica; noi, dal canto nostro, preferiamo dirlo in modo essenziale: parlare di sé, avere qualcuno a cui raccontare qualcosa della propria vita fa piacere e fa bene. Certo, con chi voglio, quando voglio, se voglio, quello che voglio e come voglio, ma fa bene… ed è semplice. Non sarà sempre facile, ma è semplice. Crediamo, perciò, richieda semplicità.

E qui arriviamo a noi.

Il racconto che, se lo riterrete, avrete la possibilità di leggere, è il frutto del lavoro di M. e di una persona che, col tempo, è diventata sua amica (si chiama M., non come M., ma inizia così… scusate, è la privacy!).

Non è un educatore della cooperativa, non è un esperto, è un volontario.

Cosa ha fatto la cooperativa? Noi abbiamo cercato di far sì che M. e M. si incontrassero, si conoscessero e, quanto meno, provassero a sopportarsi trascorrendo del tempo insieme… è andata decisamente bene… il resto è venuto da sé.

In sintesi: abbiamo creato le condizioni perché il racconto di sé avesse luogo.

A proposito: luogo, non un luogo; certo, la cooperativa era aperta e una stanza più o meno libera la si è sempre trovata. Tuttavia, ciò che vogliamo sottolineare è che M. e M. hanno costruito un percorso narrativo vero e proprio, ci hanno messo impegno, energia, lavoro (così come in fisica energia e lavoro hanno a che fare con la trasformazione, possiamo dire che, sì, raccontarsi è un po’ anche trasformarsi), e l’hanno fatto nella continuità della quotidianità, nella straordinarietà di un incontro normale.

Come dire, appunto: UN laboratorio, non IN laboratorio.

Semplice.

Buona lettura.                                                                                                                            Il Germoglio

 

Aprile 2015

 Ho conosciuto Massimo alla coop “Il Germoglio”, nella primavera del 2014, e dopo un po' di incontri mi ha raccontato la sua vita così è nata in modo quasi sincronizzato l'idea di raccontare questa storia “quasi come fosse un film”. Mi è sembrato che Massimo volesse rivelare i “segreti” che aveva dentro e così mi sono sentito di incoraggiarlo, io nella veste di “muratore” e lui di “architetto” per un'opera di cui nessuno dei due sapeva esattamente come sarebbe andata avanti. E' vero, avevamo costruito insieme una “story-board” tanto per avere una guida, ma ogni volta qualche aspetto nuovo prendeva luce. E qualcosa cambiava.

Credo che per Massimo sia stata una bella esperienza che ora continua in una estensione di quella prima “bozza”.

Quando stavamo per completare il lavoro, alla fine di novembre, Massimo ha accettato di partecipare al workshop sulla autobiografia tenuto dal prof. Duccio Demetrio presso Là Biblioteca; per lui è stato un momento stimolante tanto da parteciparvi attivamente e da chiedere alla fine di poter inviare il suo racconto alla Università della Autobiografia. Il commento positivo e incoraggiante ricevuto dal prof. D.D. è stato per Massimo un bel regalo di Natale.

                                                                                                                                        Maurizio Zambardi

 

Il percorso intrapreso da M&M (potrebbe essere un logo!!), ha trovato sulla propria strada una sosta interessante: l’incontro con una persona che si occupa di narrazione di sé e autobiografia. L’esperto ha tenuto un incontro in cooperativa proprio sul tema dell’autonarrazione, al quale M&M hanno deciso insieme di partecipare. Questo ha permesso a M. di far leggere il proprio lavoro all’esperto ed avere un suo parere. La risposta che M. ha ricevuto è quella che trovate qui sotto; a noi piaceva notare come, a volte, le cose si intreccino senza volerlo e portino oltre, dove non ci si sarebbe aspettati.  

 

Questo è l'inizio del racconto di Massimo,

Le parole che andrete a leggere
sono dedicate a coloro che per
sfortuna hanno subito ciò che
ho subito io…

il resto lo potete leggere cliccando sulla copertina di seguito
[Nota pratica: il documento PDF è visibile anche senza registrazione a Dropbox, 
clicca su “Accedi” e su “X” del riquadro per toglierlo]

 

 

 

 

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