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TIROCINI SOCIALIZZANTI

TIROCINI  SOCIALIZZANTI

I presupposti che animano i tirocini socializzanti sono quelli di promuovere un differente modo di intendere l’integrazione sociale della persona disabile sul suo territorio e in modo particolare di mettere in discussione l’idea che si possa produrre “integrazione” senza una partecipazione attiva dell’intera comunità.

Si ritiene necessario, attraverso i tirocini socializzanti, riportare in primo piano l’intero contesto all’interno del quale l’integrazione deve avvenire, cercando nuove strategie d’intervento che coinvolgano maggiormente la comunità d’appartenenza della persona, restituendo alle cooperative sociali stesse un ruolo e una posizione differenti all’interno del processo d’integrazione.

Nello specifico vengono stipulate convenzioni con enti pubblici e privati che tutelano le diverse parti coinvolte in modo tale che gli utenti della cooperativa possano effettuare  esperienze socializzanti presso di loro (biblioteche, bar, negozi).

Tali esperienze, all’interno delle quali è previsto che si svolgano compiti utili all’ente ospitante e inerenti alla sua attività, sono essenzialmente di due tipi:

 

  • tirocini socializzanti di gruppo, dove è prevista la presenza presso l’Ente pubblico-privato convenzionato di un gruppo di utenti, seguito dagli operatori;
  • tirocini socializzanti individuali, che prevedono invece che venga gradualmente acquisita da parte di un utente della Cooperativa la capacità di rimanere presso l’Ente convenzionato in autonomia. E’ da intendersi anche come occasione per verificare la generalizzazione di abilità acquisite/manifestate all’interno dello spazio protetto della cooperativa.

 

Altri tipi di intervento, maggiormente orientati ad un possibile futuro inserimento lavorativo, vengono invece effettuati attraverso la collaborazione con il Servizio territoriale d’inserimento lavorativo dell’ASL Milano 2 -  (U.O.I.L. di Pioltello).

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TIROCINIO SOCIALIZZANTE 2017

Un bell'esempio di tirocinio socializzante del nostro A. presso "Porcaloca" di Cassina de'Pecchi...

 

 

 

Attività di sostegno al tirocinio

 

L'attività di sostegno al tirocinio permette ai ragazzi di esplorare la loro parte creativa ed espressiva senza avere giudizio ne verso gli altri ne verso se stessi.

Possono sentirsi liberi di  essere quello che vogliono, in un mondo dove è permesso sbagliare, o meglio non esiste sbagliare, ma solo sperimentare. 

Si sperimentano e si costruiscono dinamiche di gruppo per cui si crea una fiducia tale da poter lavorare insieme verso un unico obiettivo. 

Oriella Ianuzzi 

 

Ringraziamento a Vanni Mosca

Grazie mille per la tua disponibilità mostrata con partecipazione ed emozionante intensità ai nostri incontri di sostegno al tirocinio. 

Marilena Marrone

 

 

La Diversità è...

 

OGNIUNO AL MONDO HA UNA MENTE E UNO SPIRITO DIVERSO.
PER QUESTO I DISABILI NON DEVONO ESSERE CONSIDERATI DEI "DIVERSI"
Stefania B.

Diversità è diversità e basta. Tutti siamo diversi, e meno male...sai che noia altrimenti.
Maurizio Z.

LA VITA' NON E' UNA VETTA DA RAGGIUNGERE DI CORSA MA ARRIVARE ALL OBBIETTIVO PIANO PIANO
Stefania B.

 

 

 IMPRESSIONI dalla visita alla Cattolica 

Siamo andati alla scuola Cattolica di Milano a parlare davanti a molti studenti.

Abbiamo  passato una bellissima giornata insieme a loro.

Abbiamo spiegato le nostre attività che abbiamo organizzato.

Gli studenti sono stati meravigliosi perché ci hanno ascoltato con attenzione.

A me piacerebbe ancora fare questa esperienza perché mi sento importante.

Siamo stati bene e bene per noi significa

Stare bene con gli altri.

Roberta  Cornalba  

   Stefania Binni

  

Dalle considerazioni dei 106 studenti presenti in aula frequentanti il TFA a.a. 2014-2015 indirizzo Lingue straniere, corso trasversale di pedagogia speciale il giudizio sulla presenza e partecipazione dei rappresentanti dello SFA Il Germoglio è stato più che positivo. L'esperienza è stata definita bella ed interessante. Credo soprattutto che vista la tipologia di studenti del corso (docenti di scuola media inferiore e superiore dai 35 ai 40/50 anni) sia stata maggiormente compresa e condivisa l'importanza dei servizi extrascolastici per la fascia di persone con disabilità giovani - adulte e si siano aperte riflessioni (e auspico ipotesi di lavoro) sulle connessioni fra queste due realtà (scuola e territorio).

 Personalmente ringrazio. Un caro saluto e a presto.  

  

  

Mi è piaciuto andare in Università per raccontare di cosa sia "Autonomia e vita indipendente". Mi è piaciuto parlare davanti a tutti questi studenti.
Non ero emozionato.
E' stato bello anche rispondere alle domande che sono venuti a farci a termine dell'incontro.

 Marco Fanelli

 

La preoccupazione fondamentale per chi ha un parente che è diversamente abile e' capire se un giorno, anche senza i propri cari, sarà in grado di essere autonomo. E' un tarlo continuo che accompagna i parenti dei diversamente abili. La disabilità e' soltanto una convenzione sociale e così pure i concetti di autonomia e indipendenza. Ogni persona, a modo suo, e' in grado di raggiungere la propria autonomia a diversi livelli e secondo le proprie capacità. Le condizioni imprescindibili per realizzarle sono legate alle possibilità di gestirsi da soli nei propri bisogni. Nel caso di Marco mi sono domandata da sempre quando è se sarebbe riuscito a diventare autonomo, e finché è stata viva mia madre tante cose sono state date per scontate. Una volta salito a Milano e una volta intrapreso il percorso al Germoglio ho visto un Marco diverso, pronto ad affrontare la sfida di una vita che piano piano lo ha chiamato alle sue responsabilità. Il passo fondamentale per la sua autonomia e' stato l'acquisto della casa. Avrebbe dovuto svegliarsi, lavarsi, mangiare da solo, recarsi al Germoglio e gestire la sua casa. Dopo diversi anni sono orgogliosa di lui. L'autonomia è passata anche attraverso la sofferenza, la preoccupazione e notti insonni per i primi mesi. Oggi posso dire che siamo decisamente a buon punto, grazie alle sue capacità ,alla sua volontà ed allo stimolo continuo di chi fa parte della sua vita.

Maria Fanelli 

 

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